Alla ricerca dell’organizzazione informale

FABIO PERRONE – Nel mio ruolo di consulente organizzativo ho sempre considerato come accanto ad un’organizzazione formale, rappresentata dall’organigramma e dalla gerarchia ed interdipendenza dei ruoli, esista e si sviluppi un’organizzazione invisibile, non formalizzata, basata sulle relazioni e la fiducia tra le persone, che nasce spontaneamente e in modo ufficioso.

All’organizzazione formale si affianca, dunque, un’organizzazione di fatto, basata sul modo in cui il lavoro viene realmente svolto in azienda, e fondata su norme non scritte, simpatie ed antipatie, alleanze tra gruppi di persone, taciti accordi, regole implicite ma generalmente riconosciute ed applicate.

Queste due dimensioni convivono e si influenzano reciprocamente.

L’organizzazione formale ha un innegabile vantaggio, soprattutto agli occhi dei manager: dà (un’illusoria) sicurezza e stabilità, consente di prevedere (almeno sulla carta) i comportamenti degli individui, tutti aspetti che in questo periodo di instabilità e frequenti cambiamenti sono molto apprezzati. Ma paradossalmente è proprio in questi momenti che l’organizzazione formale evidenzia tutti i suoi limiti con la rigidità e staticità delle sue regole. In periodi di crisi, cambiamenti e forti innovazioni è necessario avere delle strutture flessibili, dinamiche, adattive e veloci nelle risposte alle sollecitazioni ambientali e nelle decisioni.

È mia convinzione che non si debba ricercare il primato di una struttura sull’altra, ma piuttosto riconoscerne l’esistenza ed individuare una modalità di convivenza reciproca che porti valore aggiunto all’organizzazione e alle persone che vi lavorano.

Struttura formale e informale a confronto – tratto da http://www.robcross.org/network_ona.htm

Ma come fare? La Teoria delle Reti applicata alle organizzazioni ha sviluppato l’Organizational Network Analysis (ONA). Attraverso l’ONA è possibile rappresentare e valutare i flussi informativi, le reti collaborative e gli scambi informali e reali tra le persone. L’ONA permette di indagare ed analizzare le relazioni tra le persone all’interno delle reti sociali nelle imprese, facendo emergere l’organizzazione informale.

Agire sulle reti informali, farle emergere e ottimizzarle, ha un impatto crescente sull’efficienza, la qualità e il tempo nelle organizzazioni, e quindi su risultati concreti di business. È questa una delle frontiere dello sviluppo organizzativo e dell’organizational redesign.

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