Italian Made Men

ANDREA CAMPAGNOLO – Il 14 novembre 2011 viene dato l’incarico di Presidente del Consiglio a Mario Monti, lo  spread, l’incubo e il tormentone di quest’epoca, è oltre 500. Dopo soli tre mesi  scende a 375 circa, l’opinione pubblica internazionale ha riclassificato l’Italia con un  parametro che non sembra tarato sulla tripla A delle agenzie di rating ma sulla personalità e la credibilità di un uomo e delle sue azioni. L’Italia  entra nell’era tripla M, da non confondere con predecessori semi-omonimi. Colpisce  in particolare come, Time, Financial Times e altre testate europee e d’oltre oceano rivalutino la situazione dell’impresa Italia e, addirittura, della Grecia data per sicura spacciata semplicemente perché l’attuale Premier dispone di un’autorevolezza e un consenso che sembravano impossibili per un politico con il passaporto tricolore.

Coincidenze?

Io personalmente non credo alle coincidenze, penso invece, con rammarico, a tutte le persone autorevoli e capaci che non sono naturalmente coinvolte e inserite nei gangli della vita sociale e politica del Bel paese. L’autorevolezza esprime la capacità di chi è tenuto in grande considerazione? Per essere tenuti in grande considerazione occorre dare concretezza e coerenza a ciò che si pensa e si dichiara. Monti è solo un esempio del lungo elenco di autorevoli che sono nati in Italia.

“Nessun dirigente, neanche al più alto livello, deve guadagnare più di dieci volte l’ammontare del salario minimo”!

Questo messaggio che oggi potremmo associare ad un indignado semi-rivoluzionario era la regola aurea di un autorevole capitano d’industria come Adriano Olivetti  considerato un imprenditore utopista con la più grande biblioteca privata del Piemonte e una scuola materna che figurava nelle più importanti riviste di architettura del mondo. Il primo a costruire una galleria del vento nel 1950 per lo studio aerodinamico delle motociclette fu Carlo – Taj-  Guzzi  padre della  moto-mito Guzzi (ben 3.332 vittorie in competizioni ufficiali) un innovatore che incoraggiava costantemente i suoi tecnici ad intraprendere strade nuove ed a percorrerle fino in fondo.

Oggi molti dirigenti non escono neanche dall’ufficio e non sanno che facce abbiano i loro collaboratori.

Tuttavia, mentre l’uomo Monti surclassa la coppia Mer-kozy e ottiene il plauso della comunità internazionale, i suoi compatrioti si lamentano del prezzo della benzina che aumenta come se fosse un evento eccezionale. Abbiamo perso l’abitudine di avere a che fare con qualcuno che fa quello che dice?

Italians Do It Better!

Peccato sia  associato ad una sola cosa, quando potrebbe essere un vero marchio di fabbrica se  altri italiani non ostacolassero le capacità di persone eccellenti per salvaguardare i propri orticelli anziché imparare a convivere con la concorrenza del mercato che, a detta di un altro autorevole, Amartya Sen, è ancora poca. Stupisce questa resistenza, perché ho sempre considerato la concorrenza e la libertà d’impresa e d’iniziativa connaturata a sistemi sociali evoluti e dinamici, mi sorprende vedere un mondo che non ne vuole sapere, che vuole il garantito, che si preoccupa di sistemare le sedie in sala ristorante fintanto che il Titanic (o la Concordia, fate voi) affonda.

Cerchiamo le persone capaci, convinciamole a mettersi a disposizione della collettività, diffidiamo di chi si candida spesso per un cattivo rapporto tra preparazione ed eccesso di autostima. Chiediamo ai politici di dimostrare che al di là di un consenso pilotato abbiano requisiti legittimanti quali la conoscenza del passato e dell’attualità di questo paese.

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2 thoughts on “Italian Made Men

  • Barbara Fossi
    21 febbraio, 2012 at 10:22
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    Sono d’accordo Andrea, il principio è applicabile a tutti quotidianamente. Più difficile è tenerlo presente e seguirlo, ma indubbiamente la classe dirigente del Paese ha dei doveri istituzionali inderogabili, che vanno oltre il concetto di principio. I super-uomini, coloro cioè che si distinguono per competenze, onestà, rigore nel fare il proprio dovere, esistono e alle volte diventano personaggi pubblici. Più di così io non riesco a spingermi, ad immaginare che si riesca ad avere un “governomonti” anche dopo le prossime elezioni. Io mi impegno nei miei principi ed alle volte riesco anche a seguirli! E’ sufficiente? Non riesco a dare una risposta.

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  • Andrea Campagnolo
    21 febbraio, 2012 at 23:32
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    Mi piace molto quello che dici Barbara,
    è un messaggio che sprigiona onestà e una forte convinzione che sia possibile un mondo più appagante.
    K

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