Il nostro cervello è composto da due emisferi, destro e sinistro, connessi tra loro da una lamina chiamata corpo calloso. Essi posseggono capacità indipendenti di coscienza, memoria, comunicazione e controllo delle attività motorie. Il corpo calloso è necessario alla loro cooperazione, permette che un’informazione depositata nella corteccia di un emisfero sia disponibile anche per la corrispondente area corticale dell’emisfero opposto.
E’ accaduto proprio sezionando il corpo calloso di un paracadutista americano, ammalatosi di epilessia a seguito di un trauma cranico, che Michael Gazzaniga, come anticipato nello scorso post, ha potuto scoprire l’esistenza dell’Interprete. Dopo l’intervento, al poveretto vennero poste delle domande, alle quali, nonostante l’accresciuto distanziamento tra i due emisferi, egli dava risposte assurdamente coerenti. Come quando gli venne chiesto se sentiva il suono delle campane e lui rispose di sì, spiegando che era naturale che suonassero, poiché in quel periodo cadeva la Pasqua. Ovviamente le campane non suonavano affatto, ma il suo Interprete sentiva l’esigenza di restituire a un’affermazione falsa, “stanno suonando le campane” una giustificazione coerente “suonano perché è Pasqua”. Insomma, più aumentano le difficoltà di comunicazione tra i due emisferi, più caparbio diventa questo dispositivo nel far sentire la sua voce. Infatti l’esperimento non solo dimostrava chiaramente l’esistenza dell’Interprete, ma addirittura ne potenziava l’azione.
L’emisfero destro (creativo/intuitivo) comanda la parte sinistra del corpo, usa le immagini, previene gli errori (problem saving) e produce il cosiddetto pensiero laterale (intelligenza sintetica e induttiva), che adotta una modalità indiretta per la risoluzione dei problemi, osservandoli da diverse angolazioni. L’emisfero sinistro (logico/razionale) comanda la parte destra del corpo, usa le parole e risolve i problemi analiticamente (intelligenza sequenziale e deduttiva), concentrandosi su una soluzione diretta (problem solving).
Sempre all’erta per dare un senso ai nostri comportamenti e umori, l’Interprete agisce in modo del tutto indipendente dalla realtà oggettiva, nascondendola, se necessario, alla nostra coscienza. Esso è situato nell’emisfero sinistro del cervello, dove risiede tutto ciò che più preme all’uomo, la capacità di pensare e di trovare soluzioni, di essere creativi e comunicativi. Se la vita ordinaria può continuare anche quando l’emisfero destro viene colpito, mentre non può accadere il contrario, allora il bisogno di coerenza, per il quale l’uomo si è dotato di un così potente strumento, è un bisogno vitale, la cui soddisfazione è evidentemente necessaria alla sopravvivenza.
Messi costantemente di fronte alle contraddizioni che la realtà oggettiva presenta, senza l’azione di un Interprete che ci racconti un’altra favola, probabilmente moriremmo. Quindi le nostre pretese logico/razionali spesso non sono altro che una mistificazione della realtà, ma una mistificazione dalla quale non è possibile prescindere, pena la morte.
Per dirla con Gazzaniga: “Siamo un treno senza freni. Ma se non possiamo liberamente cambiare la nostra natura, possiamo cambiare i nostri comportamenti. Dobbiamo sperare solo di sapere bene quello che stiamo facendo.”
Quando cerchiamo un dialogo logico/razionale a partire da una realtà oggettiva inafferrabile, quando le cose non vanno come le avevamo pensate, quando affrontiamo un conflitto dimenticandoci che non ci stiamo scontrando con l’altra persona ma col suo Interprete, quando pensiamo che le parole siano sassi e non vediamo che la pietra che abbiamo scagliato noi stessi, possiamo sempre ricordarci che gli attori sulla scena sono gli Interpreti di soggettività obbligate a tenere prima di tutto conto della propria sopravvivenza.
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L’incoerenza uccide e…i “fantasmi” fanno il resto..!! Mi spiego meglio. Secondo il filone psicosocioanalitico (parlo del poco che conosco) attraverso la “proiezione” un individuo vede elementi di situazioni fantasmatiche (situazioni dolorose antiche, vissute nella primissima infanzia, spesso rimosse o negate a livello inconscio) nelle situazioni obiettive che vengono cosi’ a simbolizzare situazioni fantasmatiche. Ho potuto osservare, su un mio cliente in particolare con il quale lavoro da diversi anni, piu’ e più volte fenomeni di questo tipo.
Grazie al tuo post potro’ aggiungere ai “fantasmi”, anche l “Inteprete”….Caro Roberto, vita dura (ma appassionante) quella del consulente organizzativo!
Cara Daniela, volendo vedere il rovescio della medaglia, oggi il tema della “fantasmatica” è sempre più considerato e ognuno può affrontare il proprio vissuto e risolverlo. In ambito neuroscientifico ha a che vedere con la reattività automatica della mente limbica e con le fotografie scattate nel passato. L’importante è scattarne di nuove e imparare a confrontarle. Un’operazione che si svolge a livello corticale della quale mi hai fatto venire in mente che potrei parlare nel prossimo articolo. Diamoci quindi appuntamento al prossimo 23 aprile.
Grazie per lo spunto!
Caro Roberto
sono affascinata dalle neuroscienze, vorrei leggere qualche cosa che, compatibilmente con la mia ignoranza, sia “leggibile”. Un collega amante di Sacks me lo consigliato. Tu che ne pensi? Ho visto ieri un viedo relativo ad una conversazione fra il Dr Gallese, Ugo Morelli (psicosocioanalista ) quale discussant e un pubblico. Il tema era “mente relazionale e risonanza incarnata”….argomento decisamente troppo ostico per me..
Ciao Daniela, io non sono un esperto di neuroscienze, come annotavo nel primo articolo ho cominciato a occuparmene lo scorso autunno in collaborazione con esperti di questa materia, però ho imparato molte cose e mi sto facendo qualche idea sull’enorme potenziale inutilizzato del nostro cervello. Per esempio ho capito che anche la definizione di neuroscienziato è molto onnicomprensiva, possono rientrarvi fisiologi, neurologi, psicologi ecc. Quando uscirà il libro, su commissione, che sto scrivendo, te lo segnalerò. Intanto puoi provare a leggere qualcosa su argomenti specifici. Ad esempio:
Boncinelli E., Il cervello, la mente e l’anima, Mondadori, Milano, 1999
Rizzolatti G., So quel che fai. Il cervello che agisce e i neuroni specchio, Cortina Raffaello, Milano, 2006
Gazzaniga M., Human. Quel che ci rende unici, Raffaello Cortina Editore, Milano 2009
Sono tre libri importanti, sostanzialmente divulgativi, scritti da eminentissimi scienziati il cui valore è unanimemente riconosciuto. E poi scrivono bene, cioè si capisce quello che dicono, che non è poco.
Edoardo Boncinelli, genetista e ricercatore, è forse il più esperto divulgatore in questo campo. Giacomo Rizzolatti è il neurologo che ha scoperto le cellule specchio. Michael Gazzaniga è lo psicobiologo che ha verificato l’esistenza dell’interprete.
Ciao Roberto, intanto grazie per le dritte e complimenti..per essere un neofita in materia te la cavi davvero bene! Buona Pasqua!
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