Miti e Metafore Tessili- il filo d’Arianna, la tela di Aracne, il filo buio di Ananké

ERNESTO CAPOZZO

Miti e metafore tessili – Il filo della conoscenza, Il filo dell’invisibile, il filo delle relazioni

Tessere i fili dell’invisibile è un’attività difficile, complessa ma assai interessante; la storia Insegna!

Il filo di  Arianna, il labirinto, la storia di Teseo, il Minotauro, sono storie famosissime della mitologia  greca in particolare cretese, che danno forma alla Mitologia  Tessile.

I miti tessili possono servire come sfondo metaforico per capire le relazioni, il trasferimento di conoscenza e il capitale sociale argomento trattato da Forma del Tempo,  autrice di questo blog.

Parliamone un po’


I miti  tessili- Il Filo d’Arianna
Il mito più antico lasciato dai greci racconta la storia di Teseo, Arianna e il Minotuaro, del filo ricevuto  da teseo per uscire dal labirinto, del filo spezzato dopo l’uscita dal labirinto da teseo, l’abbandono di Arianna, la morte di Egeo caduto dal dirupo vittima dell’inganno, ma non solo, la saga parla pure di Dedalo ed Icaro, del rapporto con gli dei e della triade tessile, formata da Arianna, Aracne e  Anankè, il filo, la tela, il legame; il fuso  tenuto sulle ginocchia da Anankè fatto girare dalle Parche, Cloto, Atropo e Lachesi, una bella simbologia per il filo della vita e della conoscenza.

I luoghi: Creta ed Atene

I personaggi di  Creta:
Europa, Minosse re di Creta, Pasifae, Minotauro, Arianna figlia di Minosse, Dedalo,il genio di corte autore de labirinto e molte alte idee, suo figlio Icaro.

I personaggi di Atene:
Egeo
re di Atene, suo figlio Teseo Pitteo, Ettra.

Gli dei onnipresenti  Zeus, re dei Cieli; Poseidone, re dei mari.

La storia:
Il minotauro, mezzo toro e mezzo uomo, nacque dagli amori di Pasifae, regina di creta , con un toro Bianco che Poseidone fece uscire dal mare; Dedalo autore dell’artificio che permise a quegli amori di realizzarsi, costruì il labirinto per richiudervi ed occultarvi il figlio mostruoso. Questo mangiava carne umana; per nutrirlo, il re di  Creta pretese da Atene un tributo novennale di sette giovani e di sette fanciulle. Teseo, figlio di Egeo re di Atene, decise di liberare la sua patria da quel gravame e si offrì volontariamente. Arianna, figlia di Minosse re di Creta, gli dette un filo perché non si perdesse nei corridoi; l’eroe uccise il minotauro e poté uscire dal labirinto “. (fonte Jorge Luis Borges, manuale di zoologia fantastica ) da (*)


Questa è la a storia in breve trascurando gli antefatti e le conseguenze;
è interessante analizzare la simbologia sottesa:

  • La storia di Teseo e del minotauro può rappresentare l’ UOMO con le sue debolezze, il minotauro la tentazione e la SENSUALITA’, che impone il quotidiano sacrificio delle sette virtù dell’anima;
  •  L’uomo non riesce a liberarsi da questo mostro se non con la Volontà di Teseo  guidato dall’intuizione di Arianna;
  • Il LABIRINTO, la complessità
  • Teseo è la RAGIONE per iniziare il Percorso,  Arianna l’INTUIZIONE per uscirne
  • Il vero inizio sono gli ANTEFATTI la non comprensione dell’oracolo, l’unione col dio, il mancato rispetto delle promesse,  il senso del RISPETTO  (Etica)!
  • Gli effetti si son fatti sentire  e proseguono ancora

Metafore tessili

Le parche

Il fuso delle parche, il filo di Arianna, la tela di Aracne, il filo della necessità di Ananké rappresentano il mondo del  tessere;  tutte attività al femminile.
Le attività del filare, le attività del tessere, di creare stoffe e  tessuti, di creare legami e spezzarli  possono essere raggruppate in base alla fase di elaborazione di un tessuto; questi concetti sono espressi in un bel libro, mia  fonte di lettura: Il Filo del pensiero  (**)

Aracne- disegno del Veronese

Primo gruppo – Metafore derivate dal filare e dal filo (Parche e Arianna)

  • Il filo del discorso, il filo del pensiero, sciogliere un enigma, tirare le fila, il filo della memoria, spezzare il filo del ragionamento, pensieri aggrovigliati, filo di speranza,etc..il filo del ragno

Secondo Gruppo – Metafore derivate dal tessere e tessuto (Tela di Aracne)

  • Tessere una lode, tessere una relazione, ordire, tramare una congiura, intrecciare una conversazione, fabbricare una stoffa sul telaio, compilare un testo,un’informazione, classificare, taggare (assegnare un nome ad un argomento).

Terzo gruppo – Metafore derivate dalla tela finita  (Ananké e il fuso)

  • Spiegare un problema, dispiegare un teorema, tra le pieghe di un tessuto, la ragnatela della complessità, ricoprire un incarico.

Quarto Gruppo – Metafore legate alle persone (Teseo)

  • Teso, tirato, abbotonato, contorto, spezzato.

L’argomento è vasto e stimolante, ma mi fermo, è solo l’inizio; il mondo della  conoscenza in rete, del  tessere relazioni via Web  e del navigare sarà argomento di altri post.

La tela di Aracne
Il campo del sapere è esteso, il trasferimento della conoscenza altrettanto, le metafore e i miti  tessili ci aiutano offrendo molti  spunti di approfondimento, vedi  il mito di aracne
Fonte http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/aracne/

Aracne, figlia del tintore Idmone, era una fanciulla che viveva nella città di Colofone, nella Lidia, famosa per la sua porpora. Era molto conosciuta per la sua abilità di tessitrice e ricamatrice in quanto le sue tele erano considerate un dono del cielo tanto erano piene di grazia e delicatezza e le persone arrivavano da ogni parte del regno per ammirarle.

Aracne era molto orgogliosa della sua bravura tanto che un giorno ebbe l’imprudenza di affermare che neanche l’abile Atena, anche lei famosa per la sua abilità di tessitrice, sarebbe stata in grado di competere con lei tanto che ebbe l’audacia di sfidare la stessa dea in una pubblica gara.  ..

Quando le tele furono completate e messe l’una di fronte all’altra, la stessa Atena dovette ammettere che il lavoro della sua rivale non aveva eguali: i personaggi che  erano rappresentati sembrava che balzassero fuori dalla tela per compiere le imprese rappresentate.  Atena,  non tollerando l’evidente sconfitta, afferrò la tela della rivale riducendola  in mille pezzi e tenendo stretta la spola nella mano, iniziò a colpire la sua rivale fino a farla sanguinare.


Aracne, sconvolta dalla reazione della dea, scappò via e tentò di suicidarsi cercando di impiccarsi ad un albero. Ma Atena, pensando che quello fosse un castigo troppo blando, decise di condannare Aracne a tessere per il resto dei suoi giorni e a dondolare dallo stesso albero dal quale voleva uccidersi ma non avrebbe più filato con le mani ma con la bocca perchè fu trasformata in un gigantesco ragno.

Capitale sociale e miti

Il termine mito deriva dal greco significa  narrazione, storiella, discorso, favola, mito nel senso di mythos, ma significa anche  filo, catena, ordito, trama e, per analogia,  corda  di uno strumento musicale, mitosi e mitocondrio  in  biologia nel senso di mìtos.
Questa doppia valenza aiuta a capire il capitale sociale nei sui aspetti complementari: il ragno e la  tela, il filo ed il tessuto, la relazione e la conoscenza.

Illustrazione di Gustave Doré é (1832 – 1883),
Divina commedia, Purgatorio, canto XII

Dal mito del filo di  Arianna alle relazione del capitale sociale il passaggio è semplice; il collegamento si basa sul filo  della conoscenza, nelle sue infinite estensioni.
Il mito di Aracne, condannata a  tessere continuamente, può benissimo essere utilizzato a rappresentare il continuo arrichimento  del capitale sociale di un’azienda; l’insieme delle relazioni  viene alimentato dall’incessante lavoro  del telaio nell’ordine una tela, come un ragno che produce il  filo per tessere la rete.

 

 


il capitale sociale non è solo relazioni, ma ciò che si può ottenere tramite le relazioni.. dice Paolo Bruttini, presidente di Forma del Tempo la, società che si occupa di questo argomento.

“i fili sono le relazioni, il tessuto la informazioni, il vestito la conoscenza!” si può concludere.

fonti
(*)  Francesca Romana Lepore  Dentro e fuori il LABIRINTO- Ed Idea Libri  2002
( ** ) Francesca  Rigotti . Il FILO del PENSIERO tessere, scrivere, pensare- Ed Il Mulino 2002

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3 thoughts on “Miti e Metafore Tessili- il filo d’Arianna, la tela di Aracne, il filo buio di Ananké

  • Daniela Cottone
    3 maggio, 2012 at 22:48
    Permalink

    Caro Ernesto, ti confesso che nelle trame della tua tessitura mi sono persa….belli i referimenti mitologici che hai inserito, che fanno parte di frammenti di film, favole e storie avvicinate solo quando ero piccola. Non so tessere, ma amo lavorare lana e cotone setificato e aggiungo, anche ripensando al rapporto che Aracne e Atena avevano con questa forma d’arte, che tessere, ricamare, lavorare a maglia hanno in comune un legame molto profondo ed intenso con cio’ che si crea facendo con la testa, le mani ed il cuore. Cio che – sotto gli occhi della tessitrice – prende forma attraverso l’operosità, la pazienza, l’armonia, la disciplina e naturalmente la spinta propulsiva amorevole e desiderante rappresenta la forma stessa della tessitrice.
    “i fili sono le relazioni, il tessuto la informazioni, il vestito la conoscenza”: allora futuro è anche tessere una nuova relazione con sè stessi, con l’oggetto che creiamo e con gli altri. Una relazione mossa dal desiderio, dalla curiosità e dalla profondità. Questo vale per gli individui, le istituzioni e la polis.

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  • Ernesto Capozzo
    7 maggio, 2012 at 19:45
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    Daniela, non ti sei persa nel mio post, anzi hai colto esattamente il significato che volevo trasmettere con la mia METAFORA del FILO !
    Il TESSERE RELAZIONI è un’attività molto utile, ma faticosa, da identificare come una categoria a sè stante, che da i suoi Frutti se vista nei sui lati positivi: La RICERCA ,di curiosità, di conoscenza, di sapere, di benessere !
    leggi la lettera numero 77 di Seneca , in lettere a lucilio, La ricerca del benessere ed il volo delli api.
    Ci può servire per gruppo di studio sul benessere organizzativo.
    Grazie per il contributo.

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  • Daniela Cottone
    12 maggio, 2012 at 13:02
    Permalink

    Caro Ernesto,
    grazie per la dritta. Se fra i testi classici di mia figlia (che da brava liceale ne ha letti in quantità industriale), non trovo il pezzo che citi, posso chiedere a te?
    Lunedi non ci vediamo perche’ sono da un cliente. Ci rivediamo a giugno
    un caro saluto
    daniela

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