Parliamo di capitale sociale

GABRIELE GARBUCELLI – Il capitale sociale è un tema che intendiamo evolutivo e complementare rispetto a quello del capitale umano, da sempre fondativo della cultura HR.

La rivoluzione Social entra in azienda ed alimenta un flusso di conversazioni. Noi diciamo che aumenta il capitale sociale organizzativo, ovvero un patrimonio di informazioni, ma soprattutto di fiducia, reputazione e rispetto che sono linfa per la progettualità. Una rete inestricabile di relazioni ma anche un filo, un ordito, una trama che rimanda a metafore femminili dell’antica Grecia. Nel segno di un potere “debole” – femmineo: il comando-controllo maschile lascia il passo ai processi auto-organizzativi. Ce la faremo a tollerare di non controllare tutto dal centro? Riusciremo ad abbandonare gli schemi e sentire il flusso che permea anche gli ambienti di lavoro? Se come dice Charlene Li “Voi non potete controllare, i vostri clienti, i vostri collaboratori, possono farlo. Voi no”, allora ci si può spingere a creare aziende senza capi oppure a ridisegnare l’azienda capendo chi sono i leader.

Il linguaggio del capitale sociale è la narrazione, quindi si leggerà di esperienze in cui l’educazione alla narrazione rende possibile la costruzione di un sentire comune. La divulgazione dei meccanismi manipolativi della narrazione rende i soggetti meno passivi e più in grado di diventare cittadini. Poiché quest’ultimo è il richiamo ad ognuno di noi formatori.

Non ci può essere cittadinanza organizzativa senza cittadinanza tout court.

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4 thoughts on “Parliamo di capitale sociale