Elogio di una vita al contrario. Ingresso consentito solo ad adulti accompagnati da bambini

ANDREA CAMPAGNOLO

« Tornando a casa, troverete i bambini. Date loro  una carezza e ditegli: questa è la carezza del Papa. Troverete qualche lacrima da asciugare, dite una parola buona: il Papa è con noi, specialmente nelle ore della tristezza e dell’amarezza. »

Era l’11 ottobre 1962, l’inizio del  Concilio Vaticano II. Credo sia il discorso più celebre di Papa Giovanni XXIII, quello che fu denominato il discorso della luna, e che probabilmente più di altri ha inciso sulla definizione di Papa buono. Buono è un aggettivo che oggi si usa poco, a volte ho quasi la sensazione che venga indicato per sminuire o addirittura per offendere.

Eppure Google, non un’azienda di successo bensì l’Azienda di successo, ha nel suo slogan “Don’t be evil” un invito che se tradotto in italiano significherebbe proprio “Siate buoni”. Com’è possibile oggi fare i buoni, le persone per bene, in un mondo che va di corsa, ha sempre meno tempo e ringhia? Corre e non sa dove va, ringhia e non sa chi è il nemico. Eppure essere buono è l’unico modo per avere successo, un successo pieno totale e appagante; è solo difficilissimo. Pochi ci riescono, è più facile trovare sentieri alternativi, scorciatoia per pigri, tangentari, e, soprattutto, incapaci. Abbiamo confuso il successo con il volgare carrierismo, l’apparire con la bellezza, è ora di tornare al bambino, alla purezza, all’ingenuità e alla vera intelligenza per ricordare cosa conta. Torniamo a casa allora, rispecchiamoci nella nostra essenza e scopriamo qual’era il nostro volto prima che nascessimo. Non pensiamo più solo in termini di organizzazione e di efficienza, la storia dell’umanità ha visto troppe brutture e scritto capitoli bui in nome di queste divinità, in cerca di una perfezione illusoria che ha portato intolleranza e distruzione.

La creatività muore senza ingenuità, l’entusiasmo muore senza curiosità, il futuro muore senza incertezza e disorganizzazione.

Come sarebbe se potessimo vivere come Brad Pitt nel film “Il curioso caso di Benjamin Button”? E’ quella la formula della felicità, vivere al contrario pensando che ci renderebbe migliori, più saggi più infallibili? La solita trappola del pensiero, quanto sarei stato bravo a scuola se avessi capito prima, nel lavoro e nella vita in genere se avessi visto prima, come una sorta di film al contrario. Fortunatamente poi mi desto da questo grande incubo e capisco che si perderebbe tutto ciò che affascina nella vita,  sebbene legato come in sorta di doppio vincolo alle nostre paure.

Non so cosa farò da grande; anzi ho deciso che non sarò mai grande, preferisco aspettare che tornino a casa mio padre e mia madre a darmi una carezza e dar conforto alla tristezza con parole buone come futuro, fiducia, scoperta, meraviglia.

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5 thoughts on “Elogio di una vita al contrario. Ingresso consentito solo ad adulti accompagnati da bambini

  • 18 ottobre, 2012 at 18:17
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    Bellissimo post Andrea grazie. Il mio Maestro Pagliarani diceva: dovremmo vivere la nostra vita con dignità e rispetto in modo da poter la raccontare ai nostri nipoti. Vuol dire avere una biografia. Se non sarà così vuol dire che avremo fatto carriera

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  • 18 ottobre, 2012 at 20:01
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    Mi ha proprio emozionato……..ME RA VI GLIO SO
    era tanto che non leggevo un bel pezzo scritto. Mi ha fatto e mi sta facendo riflettere, soprattutto per uno come me che cerca di perseguire l’efficienza e la perfezione

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  • Gabriele Garbucelli
    19 ottobre, 2012 at 10:32
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    Grazie Andrea! Grazie per aver regalato questo momento di riflessione. Portiamo indosso abiti ormai logori, dovremmo spogliarcene e guardarci davvero per quello che siamo.

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  • 22 ottobre, 2012 at 18:34
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    I grandi spiriti hanno sempre incontrato violenta opposizione da parte delle menti mediocri. (A. Einstein)
    Purtroppo, viene da dire.
    Grazie Andrea per questo post apparentemente semplice ma che porta a riflessioni profondamente giocose. Continuiamo a sognare!
    Hasta pronto!

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  • Ernesto Capozzo
    14 novembre, 2012 at 15:52
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    La vita cos’è altro che non amore !
    Articolo che non lascia spazio ai commenti per la sua “raffinatezza e sensibilità” : esprime già tutto !
    Grazie Andrea

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