Autorganizzazione delle formiche, si o no?

ERNESTO CAPOZZO – Impara  dalle formiche e vivrai a lungo” diceva  un motto  dell ’antica saggezza  popolare.
Mi ha sempre affascinato  l’attività delle formiche, la  laboriosità, il dinamismo, il  loro altruismo, ma soprattutto  la capacità di reagire agli  imprevisti.

Mettendo un dito dentro un formicaio  le formiche  cominciano a correre da tutte le parti in modo  vorticoso, come  impazzite, poi  rallentano e ritrovano la strada in modo  semplice e naturale.
Sorge subito una domanda: da dove trovano l’insegnamento?

Si  notano subito tre momenti: la separazione, ogni formica corre  da sola, l’allineamento,  il riferirsi alle altre  regolando il percorso, la coesione la convergenza; regole peraltro simili in tutti i  gruppi sociali  quali  le formiche,  termiti,  gli stormi d’uccelli , le swarm intelligenti (api) e nei sistemi complessi quali il traffico (rotonde).

Un ingegnere americano Craig Reynolds  ha studiato il comportamento degli stormi di uccellli (boids) ( www.red3d.com/cwr/boids )  individuando le stesse tre semplici regole  di comportamento (separazione, allineamento, coesione).
Anche  gli uccelli  davanti alle perturbazioni  si separano  e poi si raggruppano in stormi  volando in  modo vorticoso senza mai scontrarsi e …senza capo! come le formiche.
Anche  le auto  scorrono  meglio nelle rotonde  con autoregolazione del  traffico…!

Autorganizzzazioni
Caratteristica di tutti questi gruppi sociali è l’ AUTORGANIZZAZIONE  tipica anche di tutti i sistemi complessi, che in momenti di instabilità dinamica   riescono ad organizzarsi in livelli gerarchici superiori, ovvero la capacità di generare vita dal basso; è un processo ancora avvolto da mistero ma  affascinante per le misteriose qualità emergenti che genera.
Per  autorganizzazionie  delle colonie  sociali si intende la loro capacità  di apprendimento dal basso, di vivere  senza capo, di sapersi  adattare all’esterno con fasi di apertura  e chiusura  generando  delle nuove realtà a livello superiore quali i formicai, i termitai ,gli stormi, con nuove caratteristiche (robustezza, ad esempio). ( fonte  ** pag 112)
Altro principio fondamentale di questi sistemi rispetto ai sistemi tradizionali che l’insieme degli individui lavora senza controllo centralizzato; in altre parole il comportamento collettivo che noi possiamo osservare è il risultato di semplici interazioni tra i singoli locali ed il singolo individuo della colonia non ha la percezione globale della colonia stessa(***).

Esiste notevole letteratura a riguardo  quale :
Alberto Gandolfi. Formicai, Imperi , Cervelli. Bollati Borinhieri (*)
Alberto  de Toni, Luca Comello,lorenzo Ioan . Autorganizzazioni.  Marsilio (**)
N. Antonucci 2008- Perché solo Wittgenstein era a proprio agio nel caos. www.complexlab.it (***)
Senza trascurare i libri del famoso entomologo  Edward Wilson, “ Storia (con morale) di squali, formiche, uomini.  Ed. Blu.

Anche Mitchel Resnick nel suo libro “Turtle, Termites and Traffic Jams” (MIT, 1997) descrive bene questi aspetti prendendo come esempio lo stormo di un uccelli: “(…) Non vi è alcun individuo speciale a capo dello stormo. Al contrario lo stormo è un esempio di quello che alcuni chiamano – Auto-organizzazione. Ogni uccello nello stormo segue un insieme di semplice regole, reagendo ai movimenti degli uccelli che stanno vicino, figurazioni ordinate dello stormo discendono da queste semplici interazioni locali. Nessuno degli uccelli ha la percezione della forma complessiva dello stormo (…) lo stormo è organizzato senza un organizzatore, coordinato senza un coordinatore” … quando uno stormo viene attaccato da un imprevisto, si disperde, ma poi si ricompone secondo regole precise.

In un’altra ricerca  (ricerca INFIM, istituto  fisica di Roma del 1987)
“…Ogni uccello tende ad imitare il volo di un numero  limitato di individui (circa sette) in modo del tutto indipendente dalla distanza …”. Caratteristica dei sistemi auto-organizzati è la libertà degli elementi inferiori, che si muovono in modo scoordinato ed autonomo.

Ma è proprio vero  che le formiche non hanno regole ?

Analizzando più in dettaglio il comportamento delle formiche, ho notato una certa sistematicità.
Fermo su una panchina allo stadio di atletica aspettando un collega per iniziare l’allenamento ho osservato il comportamento di una formica che tra i miei piedi stava spostando un fuscello:
Il percorso era sempre uguale!

Il fuscello veniva spostato sempre da  A  a B e poi da B a C,previo un percorso circolare di sondaggio terreno, con un comportamento regolare seppur  dinamico. Non mi son fermato a veder se poi la formica ha lasciato il fuscello in quel posto ed è poi arrivata un’altra formica, secondo i concetti dell’autorganizzazione.

Rimane il fatto che le formiche hanno assimilato bene le regole di comportamento  e sanno perciò muoversi in modo autonomo, senza nulla togliere alla loro capacità di generare autorganizzazioni a livello superiore.


Un’altra molla del comportamento delle formiche è l’altruismo,
come ben spiegato nel numero di settembre della rivista “Le scienze“.

Mi fermo qui: questi principi possono benissimo essere utilizzati nello studio dei organizzazioni. Sistemi complessi per eccellenza, analizzando ad esempio il comportamento  degli operai  autorganizzati in modo autonomo  per la gestione operativa efficiente del lavoro in fabbrica o dei  gruppi di interesse  auotoformatesi  all’interno  degli uffici o all’esterno nei social  di settore (linkedin ad esempio).

 

A voi i commenti!

 

 

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12 thoughts on “Autorganizzazione delle formiche, si o no?

  • 14 novembre, 2012 at 16:44
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    Leaderless organizations.
    Qualcuno ha già provato questa soluzione (vedi blog “I capi? Licenziamoli tutti” dell’8 febb. u.s. by Paolo Bruttini), e pare che l’esperimento abbia avuto esiti considerevoli.
    Ma in una società organizzata nel modo in cui lo è la nostra (Italia surtout), dove non esiste un settore esente dall’equazione: molti generali/poca truppa, come può essere possibile che chi occupa posizioni di leadership si auto-scàrdini per consentire la leaderless organizations?
    Comunque >>> FORMICHE DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI…

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    • Daniela Cottone
      15 novembre, 2012 at 22:28
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      Ciao Ernesto,
      come ti dicevo un paio di gg fa, sto leggendo il libro “Auto-organizzazioni” di De Toni, Comello e Ioan ed Marsilio. Saltata di netto la parte sui sistemi fisici (sono un caso disperato, lo so…non ci capisco proprio nulla), ho letto con grande interesse quelle successive, sino a trovarmi a pag 131 del libro, dove si afferma – riguardo alla natura – che per noi umani immersi nel “top-down”, ci si trova di fronte ad una inefficienza inaspettata bottom-up, ma dove si dice anche che è necessaria una minima parte di top-down, in una relazione dinamica circolare. Esiste cosi’ anche in natura una complessa relazione ascendente-discendente, una compresenza. Se pensiamo all’analogia con i sistemi sociali, questa mi sembra una tesi realisticamente piu’ realizzabile…..al contrario della leaderless nella sua versione piu’ ortodossa che non mi convince. Ricordo che diversi anni fa una delle strutture alberghiere nelle quali lavoravo (240 camere, 135 persone di staff) resto’ senza Direttore Generale per circa quattro mesi. I dipendenti dopo aver stappato la bottiglia di champagne per festeggiare l’uscita del loro “amato Direttore”, si auto-organizzarono egregiamente, erano piu’ felici e l’operatività fu totalmente garantita ai livelli desiderati. Insomma funzionavano anche senza il grande capo. Pero’ il mio direttore di area che ad interim era responsabile faceva comunque un paio di visite settimanali in albergo per confrontarsi con le persone. Quindi bottom-up e top down….

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  • Pingback: Autoorganizzazione delle formiche — Encob Blog

  • 16 novembre, 2012 at 14:36
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    Le formiche sono molto disciplinate rispettano le regole perché sono guidate dall’istinto. Non credo possano essere paragonate all’essere umano.Se vogliamo soggetti che hanno pieno accesso alle proprie risorse la disciplina può funzionare solo nel breve periodo. L’organizzazione di Taylor non aveva bisogno di esseri pensanti, ma di formiche come già osservava Daniela in un post precedente. Nel mondo contemporaneo per sopravvivere dobbiamo accedere ad un set molto più ampio di risorse. Mettiamo in pista il puer, la progettualità, i desideri, il daimon che dir si voglia. Dunque siamo ben diversi dalle formiche. Allora quando funziona l’auto organizzazione? Nelle consulenze 2.0 che stiamo portando in Forma del Tempo avanti emerge l’importanza di una nuova qualità della leadership, l’importanza della fiducia ed il valore aggiunto di nuovi modi di condivisione attraverso piattaforme come questa che stiamo usando. In definitiva in questo blog non c’è un leader. Siamo un piccola comunità che scambia e produce cultura. Tutto questo senza essere formiche. Però funzioniamo piuttosto bene.

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  • Ernesto Capozzo
    19 novembre, 2012 at 19:52
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    Rispondo a tutti ringraziando per i vostri commenti molteplici.
    Mi ha colpito la varietà degli stimoli emersi, partendo da un piccolo confronto con la natura.
    DONATO, pone l’attenzione sulle organizzazioni senza capo e sull’inerzia al cambiamento della leadership, che normalmente difende le proprie posizioni . Quest’aspetto porterebbe ad aprire la discussione sul cambiamento del processo di delega e sulla partecipazione dal basso ( bottom-up)..
    Anche DANIELA pone l’attenzione sul dinamiche circolari nello stile di leadership, sul rapporto bottom –up e top down, e sulla necessità di una presenza , anche minima, del top nella guida di una organizzazione.
    A conferma della sua tesi riprendo una provocazione espressa da A. De Toni sempre ne suo l libro “auto-organizzazioni “ , pag 114 dove parla di“..Quindi provocazione del 99% bottom-up e 1% top-down. Sembra delinearsi in natura un modello prevalentemente bottom-up, ma in cui è necessaria una minima parte di top-down per garantire la sopravvivenza.” , riprendendo un indagine di un gruppo di biologhi su gruppi di animali e su come vengono condivise le informazioni per trovare le strade, fonte “ nature” febbraio 2005, per cui pochi individui bastano per garantire l’accuratezza delle informazioni, in media l’ 1% della popolazione. E’ il concetto del 20/80 ripreso da molti quali lean thinging, da gamestormining etc, per indicare l’influenza di pochi su molti, continuo io .
    PAOLO si è soffermato sulle nuove auto-organizzazioni che si stanno formando in rete e sul valore aggiunto ottenuto su valori condivisi ma senza capo quali sono le imprese 2.0 ; questa comunità di forma del tempo createsi attorno a questo blog ne è un esempio.
    Ecco : il filo che lega una comunità e nuovi stili di leadership potrebbe essere un nuovo argomento da approfondire in altro articolo (rimando al mio precedente post di aprile 2012 http://www.formadeltempo.it/2012/04/miti-e-metafore-tessili-il-filo-darianna-la-tela-di-aracne-il-filo-buio-di-ananke/).
    Paolo solleva pure la differenza tra il “ daimon” delle persone e l’ istinto delle formiche, è vero : l’uomo sa sognare e creare idee ! Ma io ho usato la metafora delle formiche per evidenziare un altro aspetto : L’importanza dell’autoformazione e conoscenza delle regole ,…per istinto nelle formiche e per apprendimento nei sistemi complessi quali gli uffici; occupandomi di organizzazione, prevalentemente negli uffici, noto che le persone corrono velocemente come le formiche ,ma quanto tempo perdono perché non sanno esattamente cosa fare ? L’autocapacità di reagire è importante
    Anche DRAGAN Bosnjack di encob.net riprende questi concetti, rispondendo a Daniela citando l’auto-oganizzazione delle formiche nell’approccio Lean della Toyota e nella fluidificazione dei sistemi.
    Concludendo la metafora delle formiche è sempre valida nei sistemi compless,come un’organizzazione, nell’ approccio lean, dove si parla di robustezza di un sistema organizzativo, viene meno quando si parla di produrre nuove idee, dove subentra l’agilità e prevale l’uomo con la sua capacità di sognare.
    GRAZIE A TUTTI , per gli spunti offerti !
    È un esempio di auto-organizzazione anche questo .
    Nuovi tag partendo dalla metafora formiche: Organizzazione senza capo-provocazione bottom-up,top -down;1-99 %;logica 80/20-Autorganizzazione e Impresa 2.0-blog formadeltempo-approccio lean,approccio agile-sistemi complessi- filo nuove comunità di valori.

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  • Andrea Campagnolo
    19 novembre, 2012 at 20:12
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    Grande Ernesto che tra cibernetica e darwinismo racconti come separazione, allineamento e coesione rappresentino le tre fasi della gestione della crisi. Sembrano le 3 caratteristiche della trinità induista brhama visnu shiva (creazione mantenimento e distruzione).
    Allora ti lancio una riflessione:
    possiamo considerare l’organismo vivente tanto più evoluto quanto più aspira all’individualismo ed è in grado di farcela da solo?
    http://www.youtube.com/watch?v=Fe1CLrfw5mQ

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    • Ernesto Capozzo
      19 novembre, 2012 at 20:57
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      Grazie mille Andrea
      ho visto il video ed esprime i miei concetti: la capacità delle formiche di spostare pesi 10volte maggiori del proprio peso.
      E poi un’altra cosa : mi piace confrontarmi con voi formatori, perchè la curiosità e mia passione per la scienza della complessità mi oprtano a spaziare sempre . Ma cosa c’è di più bello ..se non trovare la bellezza dell’universo .nel piccolo e nel grande ,con relative connessioni.
      Leggi a riguardo Prede o ragni .o auto-organizzazioni di De Toni pag 58 in cui si parla della presentazione del lavoro Ilya Prigogine, premio Nobel delle chimica nel 1977 da parte di Ernesto Illy ( Che bel nome.- erensto) a Stoccolma .prima della consegna del premio:” Le strutture dissipative di Prigogine si potrebbereo rappresentare come la danza di SHIVA nella fiamma brulicante ” la danza ,rappresentata dal dio Shiva, rappresenta l’azione senza finalità, valutata sencondo ilcanone della Bellezza estetica, che ha luogo in mezzo ad una ruota di fiamma , simbole della permanenza continua.. Come vedi andre fai bene a pensare aal mondo induista . Il mondo è tutto uno !

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  • Ernesto Capozzo
    19 novembre, 2012 at 20:13
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    Voglio sottolineare un altro aspetto emerso dal mio post : L ‘effetto Pingback o ping/pong, nella risposta di Dragan a Daniela (commento n° 2) , con relativa propagazione in rete dei link.
    Sarebbe interessante fare una rilevazione sui passaggi in rete della pallina; con due passaggi io sono arrivato ad un mio precedente articolo di due anni fa ( le 5 s e la stella di leonardo )
    E’ un esempio di auto-organizzazione anche questo (effetto pingback).

    Ultima nota , per esprimere questo altro concetto, significativo delle autorganizzazioni:
    Comportamenti complessi da regole semplici,
    citando Chris L2SUHanghton( da formicai,imperi,cervelli- gandolfi,pag 48)

    ” La scienza della complessità ci insegna che la COMPLESSITA’ che vediamo nel mondo è il risultato di una SEMPLICITA’ NASCOSTA.”

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  • 20 novembre, 2012 at 16:33
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    caro Ernesto
    come detto ieri anch’io ho osservato le formiche che quest’estate tramite un rametto appoggiato al camper, in una notte, si sono trasferite a migliaia dall’albero sul tetto del mio veicolo. Spostato il giorno dopo in un’altro luogo, solo dopo che ho posto una piccola cordina nel posto da dove erano venute hanno ripreso il flusso per scendere dal camper non ritrovando comunque lo stesso albero da cui erano venute ! Quindi deduco che nei comportamenti di massa si imiti la direzione ma il ritorno può essere incerto senza una guida, in questo caso la mia !

    Reply
  • Ernesto Capozzo
    21 novembre, 2012 at 17:49
    Permalink

    Formiche sparse su l tetto della roulotte e passaggio in terra ferma, by albero.
    Quest’aspetto evidenzia il modo caotico, libero di comportarsi delle formiche direi quasi disordinato in contrasto, forse, con quanto detto prima ma guidate dall’ istinto: trovato il ponte, hanno ritrovato la strada!
    Forse dovremo riflettere di più sul confronto tra l’ISTINTO DELLE FORMICHE e l’ISTINTO DELLE PERSONE !
    Cmq una cosa risulta certa: le formiche sono animate da regole semplici l’uomo, forse , ragione troppo come ha evidenziato anche Dragan (in pingback post2) parlando di approccio lean.
    Grazie del commento e saluti

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  • 24 novembre, 2012 at 18:58
    Permalink

    Ottima sintesi Ernesto del concetto di autorganizzaizone, prendendo spunto dalla
    società di formiche che è un “sistema multi-agente”: tanti limitati (molto limitati…) agenti ma… con (limitato) diritto di agire e , soprattutto, sbagliare !
    Da tali (limitate) libertà emergono proprietà e comportamenti talvolta sorprendenti, come l’Altruismo che fai benissimo a citare!
    Grazie anche per la citazione del mio articolo che puoi meglio indirizzare a: Members/nicolaantonucci/articoli/perche-solo-wittgenstein-era-a-proprio-agio-nel-caos-e-nella-complessita?
    Perché non vieni a scrivere di complessità in Complexlab.it?!
    Fammi sapere
    Ad maiora!
    Nicola
    n.antonucci@complexlab.it

    Reply
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