Postare la rivoluzione

twitterANDREA CAMPAGNOLO – Un detto sostiene che “l’opinione pubblica è la seconda potenza mondiale“, e, se così fosse, i social network stanno diventando i suoi muezzin, i suoi Savonarola, i suoi megafoni.

Potranno mai però influenzare chi schiaccia il bottone, o far fare quella famosa telefonata con il telefono rosso che collegava, in epoca di guerra fredda, il presidente USA e il segretario del PCUS per dichiarare l’inizio della guerra nucleare?

Abbia inizio il Grande Negoziato!Quello capace di  arricchirsi continuamente di tessere, con milioni di portatori di micro interessi che con 125 caratteri dicono “facciamo fuori tutti i cattivi“, oppure “isolate quella nazione e liberate i territori occupati”.

Avranno il sopravvento sulle coscienze dei potenti questi cinguettii , riusciranno là dove hanno fallito amanti, cortigiane, guru venuti da lontano che sembrava avessero in pugno gli zar, i re e le regine della storia?

Chi saprà esercitare la più potente delle competenze relazionali? La persuasione e l’arte dell’influenza.

Per il momento quello che si sta verificando è che ciò che più si cerca di nascondere più si rivela, e ciò che più si sbandiera appare banale.

Una totale rottura degli schemi sociali.

Esplode l’intolleranza per la manipolazione dell’informazione, accade ciò che non può accadere in borsa dove chi possiede montagne di denaro sposta masse di investitori, un tweet vale un tweet e sarà valutato per il suo contenuto, per il suo valore, per la sua capacità di far breccia sull’opinione mondiale.

Il mondo urla un grande, immenso, frastornante CIP.

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