Ieri, oggi, domani…

3MASSIMO LUGLI – Settembre, il mese del rientro al lavoro. Permettetemi un po’ di pensieri in libertà.

Il tempo non è più quello di una volta! Frase fatta. Rifletto e associo velocemente.

Soggetto il tempo. Il tempo è passato, presente e futuro.

Il futuro. C’era una volta il futuro. Oggi è scomparso. Una parola inutile, comunque inutilizzata. Il futuro. Illuminava l’orizzonte. Ispirava l’azione. I leader scrivevano programmi, progetti. Facevano promesse. E questo permetteva  alle persone di  sperare in un mondo migliore. La qualità delle promesse riguardano il futuro.

Ragiono seguendo la linea del tempo.

IERI

Mi sono trovato diverse sere in agosto a guardare il cielo. Non mi accadeva più da anni.

La mia infanzia è stata caratterizzata dal guardare le nuvole. La mattina ricordo che la prima cosa che facevo appena alzato era uscire in balcone e osservare le nuvole e “guardare” le storie che componevano, con personaggi, mostri e quant’altro mi suggerivano le loro forme e i loro movimenti.

Poi negli anni della gioventù, ricordo le notti d’estate passate a guardare il cielo stellato. Iniziavo per gioco, per contare stelle cadenti. Una caccia, una sfida con gli amici. Poi però non riuscivo più a staccare lo sguardo dal cielo e dalle stelle e rimanevo tutta la notte fino alle prime luci dell’alba a guardare e a seguire i flussi dei pensieri e delle immagini.

E’ in quelle notti che ha cominciato a prendere forma il mio futuro.

OGGI

Mi ritrovo nuovamente qui a guardare il cielo e le stelle, come tanti anni fa. L’occasione questa volta è la notte di San Lorenzo e le stelle cadenti. Mi trovo in un parco lontano dalle luci della città. E’ stata organizzata una serata di osservazione guidata della volta celeste. L’ambiente è piacevole. Chi gestisce la serata ci mette passione. E’ facile immergersi nell’universo di stelle.

D’un tratto veniamo tutti richiamati al presente. “Eccola, è lì guardate!!” Il dito ci indica un puntino luminoso nel cielo che si sposta piuttosto velocemente,  con regolarità. Si tratta della Stazione Spaziale Internazionale. A bordo un italiano Luca Parmitano.

E’ possibile seguirlo su Twitter” dicono. Mi collego subito…

Una visione del presente molto particolare da lassù, mi dico, e lo invidio un po’.

Immerso nel presente, in una esperienza unica, totalizzante, con la terra sotto di lui che rapidamente cambia.  Tutto è rapido, veloce come qui da noi in terra. Come oggi è possibile.

Intorno a lui c’è però l’immensità del passato: l’universo, le sue origini e suoi misteri.

Mi immagino la sua mente, i suoi pensieri.

Da lì è possibile guardare lontano?

DOMANI

Le utopie, gli ideali: non funzionano più neppure come slogan. Le promesse non hanno qualità. Si riducono all’abolizione dell’IMU sulla prima casa. Si fatica ad alzare gli occhi oltre l’immediato.

E una visione limitata non dà speranza.

Speranza non nell’accezione comune del termine ma nel senso indicato da Ernst Bloch nell’opera “Il principio speranza”. Bloch era convinto che il mondo fosse mosso da una qualche volontà che lo spingeva verso il progresso, l’evoluzione e il continuo miglioramento. Riteneva che questo principio-motore fosse, appunto, la speranza.

La speranza racchiude in sé il piacere dell’esplorazione e della ricerca.

Determinazione, coraggio, sopportazione del rischio, fiducia è la ricetta.

Dobbiamo essere in grado di metterci in gioco, di spingere verso il cambiamento, riprogettare da capo le cose che non funzionano più.

Questo comporta l’assunzione di responsabilità per il domani per andare oltre il “falso movimento” generato dalle “false promesse” dell’immediato.

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