Benessere organizzativo e gioia di vivere

ERNESTO CAPOZZO – “Ha l’amore uno spazio in economia?

Un bel quesito affrontato domenica 15 settembre 13, in occasione del Festival della Filosofia di Modena, che mi ha incuriosito. La lezione magistrale è stata tenuta dal professor  Stefano Zamagni, dell’Università di Bologna e promotore del SEC, Scuola di Economia Civile, novità per me, i cui principi  hanno stimolato il mio interesse:
1• GRATU2ITA’, come atteggiamento mentale,
• FRATERNITA’come relazione,
• INCIVILIMENTO come rispetto dei valori,
• RECIPROCITA’ come muto soccorso,
• PUBBLICA FELICITA’ il benessere dell’eco sistema
in cui viviamo.

Il SORRISO come espressione stato d’animo, aggiungo io.
L’obiettivo di un’impresa non può essere solo Il PROFITTO per gli investitori, ma anche la ricerca del BENESSERE organizzativo, personale ed ambientale. L’ECOSISTEMA di un’impresa è il tessuto connettivo su cui l’azienda opera e di cui bisogna tener conto. Parliamo quindi di “business ecosystem“ fatto di ambiente, relazioni, persone, cultura, flusso di conoscenze, equità e benessere civile.
Può sembrare utopia, ma segnali di un’evoluzione verso principi si notano assai spesso, con incremento lento ma continuo. Il fatto di parlarne sempre di più è già significativo. Ne hanno parlato anche nei giorni scorsi nella trasmissione Porta a Porta, in occasione dell’uscita del prossimo sceneggiato su Adriano Olivetti previsto per lunedi 28 ottobre; sia il sociologo Ferrarotti che l’imprenditore Diego della Valle hanno parlato della necessità dell’impegno per il territorio e l’ambiente di lavoro.
Il BENESSERE ORGANIZZATIVO deriva dal BENESSERE PERSONALE: se una persona viene rispettata si sente valorizzata, si cala sulle difficoltà e riesce a superare le problematiche in modo autonomo, agevolando tutta la organizzazione soprattutto in queste situazioni di estrema incertezza, se una persona non viene rispettata si chiude in se stessa, creando tensioni e rallentando tutta l’organizzazione.
Il benessere organizzativo deriva dal deriva dal rispetto personale verso se stessi e gli altri, dal clima, dalla fiducia reciproca, valori su cui puntare. Il Sorriso né è la testimonianza.
L’amore è anche questo: RISPETTO DELLE PERSONE.

La GIOA DI VIVERE deriva dal fatto di riuscire a fare ciò in cui si crede. Per me spesso questo è difficile, non è permesso, ma si deve almeno cercare di raggiungere i propri obiettivi, nel rispetto delle regole civili. Si parla spesso di SOGNI, il sogno è la capacità di volar alto, l’entusiasmo può derivare da molti fattori, per me deriva dalla soddisfazione dei risultati e dalla coerenza dei principi e mi permette di trasmettere stimoli positivi.
Testimonianza 1:- PAUSA PRANZO E TAVOLA CALDA.3

La ricerca del benessere può partire anche durante la pausa pranzo.
Mi ha colpito il rinnovamento fatto da un locale della zona industriale di Schio (VI), nel profondo Nord-Est in mezzo a tanti capannoni. Il titolare ha investito nell’arredamento dei locali creando un clima più caldo ed accogliente, con le tovaglie nei tavoli, i fiori, le piante, l’accesso più simile ad un casa, che genera un impatto notevole sul benessere personale. E’ una sensazione che ho provato io stesso frequentandola zona come allenatore d’ impresa, chiaramente all’interno non si parla di lavoro, ma si riesce a staccare, ricaricando le batterie. Un’ora di mensa che produce energia.

4Mi ha colpito poi il richiamo alle ricette di casa ed alle tradizioni del posto, i “bigoli” per appunto.
Si legge all’ingresso: “Nel 1960 quando, con molti sogni nel cassetto, aprì la mia prima “osteria”, mia madre mi insegnò a cucinare. Gli spazi erano così angusti che sembrava che persino i miei figli si dovessero nutrire di soli “ bigoli”. Il cibo è sempre lo stesso , mi diceva il titolare ma l’investimento sull’ambiente ha dato i suoi frutti sia sulle persone, sul locale e sulla zona industriale, che ora ha anche un ristorante serale. E’ innovazione anche questa.

Testimonianza 2- IL SORRISO DELL’ARTIGIANO9

Un’altra esperienza significativa di benessere organizzativo che ho ritrovato nella zona industriale di Schio, non lontano dalla mensa precedente è quella di un’officina meccanica, dove si ritrova entusiasmo, sorriso, essenzialità e passione in mezzo a tanti truccioli di ferro, da smaltire continuamente. Questo imprenditore ha saputo riconvertire la sua officina, specializzandosi in settore di nicchia ad alto contenuto tecnologico, lavorando per clienti italiani e tedeschi, consegnando in tutto il mondo.
”PENSARE INGRANDE, MA AGIRE IN PICCOLO” questo è il suo motto, puntando molto sulla flessibilità e qualità e valore. Lo stile “lean” è presente nel suo DNA. Mi hanno colpito due aspetti: la conversione dei suoi controlli numerici in unico standard per poter migliorare la flessibilità delle lavorazioni (con de-specializzazione delle perso8ne, per assurdo) e la sua soddisfazione di poter seder a fianco del cliente tedesco, nelle riunioni come partner di qualità. Una molla che trasmette a tutta l’ azienda, affiancato da un ingegnere per dare sistematicità alla sua organizzazione.

E’ innovazione anche questa, oltre che testimonianza di benessere organizzativo del Nord- Est.

Concludo trasmettendo la mia soddisfazione di far parte di questo territorio, il Veneto che si lamenta ma che sa anche reagire.

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2 thoughts on “Benessere organizzativo e gioia di vivere

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