Cattivissimo “Neet”

SILVIA CARATTONI – Ascoltando, durante un convegno su violenza  e aggressività, durante uno dei sempre illuminanti interventi della prof.ssa Armezzani mi si è attivato uno dei qui processi mentali che alcuni definiscono di pensiero laterale, mentre altri di tipo abdutivo alla dr. House. Nei fatti, mentre la relatrice esponeva la rilettura semantica del termine cattivo dal latino captivus-prigioniero come polo opposto di libero, mi sono riemersi alla mente  i vissuti di alcuni giovani clienti che in seduta mi riportavano il senso di blocco e di difficoltà a pensarsi impegnati nella scelta di un  percorso professionale, così come di alcuni partecipanti a corsi di formazione per apprendisti la cui condizione stessa in cui si trovavano, li faceva vivere in un limbo privo di opportunità reali che impediva loro di immaginare un possibile percorso futuro.

Prendendo poi i n considerazione  i dati Istat sulla disoccupazione giovanile prossima al 40 % e di coloro che vengono definiti Neet (Not in Education, Employment or Training), che nel 2012 era del 22%, che si ritrovano  in  situazioni quindi peggiori dei giovani di cui prima, ho sentito la pesantezza del valore reificante e denotativo di una locuzione che in Italia è tradotta con la doppia negazione: “i né-né”.

Questa doppia negazione come privazione di ogni possibilità di scelta mi ha rimandato al senso di mancanza di libertà espresso proprio dalla riflessione sull’origine etimologica del termine cattivo come prigioniero. Mi chiedo quale sia il percorso compiuto dal termine latino per giungere a quello italiano? Perché un prigioniero diventa cattivo? La negazione di ogni possibilità di identificarsi, in questa ambito di vita, in nessuna delle opzioni ora esistenti: studente, lavoratore o tirocinante. In una società come la nostra che molto dell’identità personale fonda sul ruolo che si gioca nel “lavoro” quali implicazioni porta? Sta crescendo una generazione prigioniera dell’impossibilità di costruirsi un’identità sociale e in quanto prigioniera, come priva di possibilità di scelta diventerà cattiva?

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