La legenda di Autopistico, quando pensare di farcela conta più del riuscirci

Red-chameleonANDREA CAMPAGNOLO – Questa è la storia di Autopistico il camaleonte rosso delle Ande famoso per la sua capacità di trasformarsi e adattarsi ad ogni circostanza. Fin da piccolo si distinse dai suoi simili perché era rosso anziché verde e quando giocava a nascondino era il più introvabile di tutti.

Fin da subito fu chiaro che il suo destino sarebbe stato diverso dagli altri suoi simili, era affascinato dall’inutilità delle parole e da quanto queste più sono usate e più perdono significato.

Scoprì di avere un Daimon che anzichè prendersi gioco di lui lo voleva come compagno di giochi, lo trovava impagabile nella sua abilità di inventare destini da ricostruire per chi si ritrovava ad un certo punto della sua esistenza in preda alla frase”non doveva andare così!” La prima volta che provò pietà fu per un signore che si  era innamorato ad 80 anni e il cui figlio gli disse che non voleva un insegnante ma un padre.

Autopistico un giorno lesse la favola della farfalla che sogna di essere un re e decise di inventarsi delle tecniche in grado di dare libero sfogo alla creatività, iniziò a viaggiare e quando si trovò di fronte ad un ponte tibetano rigorosamente in equilibrio precario si trasformò in formica per occupare il minor spazio possibile, ma scoprì che il ponte era infestato di suoi simili con un traffico che neanche Manhattan nelle ore di punta nè il Gange durante le Allabahad. La formica-camaleonte capisce che diventare più grande e calpestare tutte le altre formiche l’avrebbe portata a realizzare l’impresa, ma comprende anche che per quanto grande possa diventare troverà sempre degli ostacoli che renderanno difficoltosa ogni impresa futura.

Autopistico non vuole soffrire e crea la più grande bugia di tutti i tempi; inventa la fiducia in se stessi.

Riesce così ad attraversare il ponte tibetano, ad affrontare i nemici più pericolosi e realizzare i suoi desideri più ambiziosi. Il camaleonte rosso adesso è perfetto  e della perfezione comincia a sperimentare le conseguenze: l’intolleranza, il distacco e la solitudine.

Ora per lui è chiaro qual è l’insegnamento più importante nella vita, assume la forma dell’asceta errante e inizia a viaggiare, va di villaggio in villaggio e a tutti quello che lo incontrano e gli chiedono: “maestro qual è il segreto della vita?” lui risponde: “Essere ciò che sei, apparire per come ti vedono, diventare ciò che vorresti essere”.

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