Author Archives: Paolo Bruttini

Futuro, fiducia e denaro

Una recente richiesta a proporre le mie riflessioni  sulla politica delle risorse umane da parte di un istituto di credito ad interesse locale, mi ha portato a fare qualche scoperta. Girovagando tra i volumi che richiedono attenzione sulla mia scrivania ho scoperto un saggio molto acuto del filosofo Giorgio Agamben compreso in un raccolta di scritti  dal titolo Del cooperare. Manifesto per una nuova economia, Vita – Apogeo, Milano, 2012.

 

L’autore propone un interessante collegamento tra il concetto di Pistis – fede nel greco delle Sacre Scritture – e Futuro. Senza la fede o la fiducia non esiste il futuro. Chiariamo meglio questo punto. Esiste fiducia se il futuro ha solide radici nel presente. Questa cosa è Luhmann a dirla Read more »

Semplicità, elezioni e spam

In tempo di elezioni ci facciamo delle domande. Soprattutto in questo mondo così confuso e complicato ci chiediamo quale sia la scelta migliore, per noi e per il nostro paese. La complicazione sta in molte cose. Ad esempio non capire cosa c’è di vero e cosa c’è di falso in quello che dicono coloro che ci governano. Anche strumenti come questo utili per interpretare la recente partecipazione di Berlusconi a “Servizio pubblico” hanno validità fino a quando non verrà fuori una fonte alternativa, che si dichiara più autorevole e afferma l’esatto contrario. Che fatica! Più semplicità, ecco ciò che ci servirebbe. I sistemi umani sono naturalmente anti semplici. L’entropia è tendenza naturale delle cose e della natura. Ci vuole capacità progettuale per evitare la complicazione. Se lasciamo le cose a loro stesse vanno verso il disordine.

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Perciò ho studiato il problema. Read more »

La morte del Padre

Durante il periodo estivo ho approfondito come desideravo i temi che caratterizzano la nostra riflessione su questo blog. L’obiettivo è nel 2013 pubblicare una riflessione originale sul tema del capitale sociale organizzativo, dando un contributo concreto alla comunità a cui apparteniamo. Avere nuove chiavi di lettura rispetto al fenomeno dell’Enterprise 2.0 unitamente a metodologie di intervento per costruire nuove modalità partecipative di gestione è il nostro obiettivo. Riporto dunque di seguito uno stralcio del capitolo che ho dedicato al codice dei fratelli, che ritengo essere il fondamento della cultura P2P.

“Una riflessione davvero fondamentale di Freud è quella di Totem e Tabù in cui Read more »

Bin Laden e la laurea in Albania

Mi ha colpito la notizia della frustrazione di Osama Bin Laden pochi giorni prima della sua uccisione da parte dei corpi speciali americani. Frustrazione per l’incompetenza e l’indisciplina delle unità operative di Al Qaeda. Fin dai tempi di The Starfish and the spider. The unstoppable power of leaderless organization, avevamo appreso la straordinaria modernità del modello organizzativo adottato dal gruppo terrorista globale.  Nel 2005 il gruppo terrorista è diventato una struttura reticolare con un marchio. Le cellule nel mondo non dovevano più articolarsi operativamente, poiché bastava la comune matrice ideologica a dare senso all’azione organizzativa. Dal 2010 vi è stata un’ulteriore evoluzione. Vi è stato per così dire uno sviluppo molecolare, attraverso uno spontaneismo armato. Ciò in corrispondenza con la crescita di terroristi “HomegrownRead more »

I capi? Licenziamoli tutti.

L’evoluzione sociale, culturale, antropologica di cui ha parlato Ernesto Capozzo alcuni giorni fa, ha un riscontro interessante nella recente letteratura manageriale. Mi sto occupando da anni, precisamente dal 2008 di Leaderless organizations, scrivendo di questo argomento, insieme ad altri amici quando ancora questi temi erano pionieristici e riservati decisamente a pochi.

Mi ha dunque sorpreso leggere un articolo di Gary Hamel (il mitico autore del Futuro del Management) sul numero americano di Harvard Business Review del dicembre 2011 dal titolo “First let’s fire all the managers”. Quello che sembrava un paradosso appena 4 anni fa, oggi guadagna la copertina di una delle più autorevoli riviste manageriali del mondo. L’articolo riferisce del caso delle Morning Star una primaria azienda americana che ha deciso di ridurre all’osso la struttura manageriale, ottenendo consistenti vantaggi gestionali. L’azienda non è una ict, ma è piuttosto concreta e sostanziale azienda manifatturiera, occupandosi di prodotti alimentari dal 1970. Di grandi dimensioni, produce tra le altre cose Read more »

Papà, sono diventata uno squalo

Lei era in crisi. Il suo faccino ancora giovane, benché fosse già da alcuni anni laureata, era rigato di lacrime. Un’ora dopo si sarebbe specchiata negli occhi algidi del suo capo, contemplando il fallimento. Il primo della sua corsa come coordinatore di trader. Si augurava non fosse l’ultimo. La incontrai in ascensore mentre andava da lui, a conoscere il verdetto. Mi disse “avrei bisogno di avere qui mio padre, con me”
Io ero lì per un buon motivo: ero il coach del capo.
Quelli come lui, risalgono la scala gerarchica spesso perché sono mostri della performance. Spesso quelli come lui, separano le emozioni dal pensiero perciò sono lucidi ed essenziali. Quando cominciano ad essere importanti, ciò che sono non basta. Se i numeri crescono gestiscono eserciti ed allora è importante un comando diverso.

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