Tag Archives: coaching

Il modello del successo

Fondata nel 2004, profittevole da subito, Kiver è oggi uno dei principali aggregatori di musica digitale in Italia. Kiver ha due linee di business: commercializza e vende musica proveniente dai cataloghi di etichette indipendenti, attraverso i canali e gli stores web e mobile, e sviluppa iniziative di marketing digitale music-based per i principali brand. Nel 2007 la gestione Kiver ha sviluppato una nuova iniziativa: Downlovers (www.downlovers.it), il primo portale italiano per il download gratuito e legale di musica finanziata attraverso la raccolta pubblicitaria (in joint-venture con Itscool, società di eventi e unconventional marketing). Il team conta 14 persone e ha sede a Milano.

Così si presentava Kiver nel 2010.

Oggi si legge nel loro sito: Read more »

Il bivio

“…un  linguaggio non rispecchia la realtà, ma piuttosto crea una realtà.”

Watzlawick P. (1977) tr. it. Il linguaggio del cambiamento. Elementi di comunicazione terapeutica, Feltrinelli, Milano 2nd ed. 2005  (p.24)

 Il linguaggio può essere considerato da un punto di vista ontologico o ontogenetico. Dal punto di vista ontologico, secondo me non ha senso”.

Von Foerster H. (1987) Sistemi che osservano, AstrolabioUbaldini Editore, Roma (pg. 47).

Quanto asserito, nelle precedenti citazioni, da Watzlawick e Von Foerster ci introduce alla natura ontogenetica del linguaggio, definendo Read more »

Una mezz’ora di un minuto e mezzo

Come si fa a non raccogliere l’appello di una persona che ti chiede di aiutarla sulle relazioni interpersonali al lavoro, che senti agitata e che sai aver pianto per un litigio “amministrativo” la sera prima?
Infatti l’ho raccolto. Peccato che avessimo a disposizione mezz’ora di tempo per sciogliere una questione così intricata, dai diversi risvolti – relazionali, lavorativi, competitivi, di amicizia.

In un fiume di parole mi raccontò dapprima i fatti accaduti. Su mia richiesta, con più esitazioni cercò di raccontarli in termini di emozioni – si sentiva tradita dalla collega-amica? Si sentiva confusa nella sua identità di responsabile che deve giustificare le sue azioni ad una collega? Si sentiva attaccata dalla collega competitiva? O che altro. Trovò difficile questa parte, le sue convinzioni stavano franando e non sapeva neanche lei dove puntare il dito.

Poi (con mio Eureka interno) la telefonata che Read more »

Dove osano gli aquiloni

Secondo i linguisti George Lakoff e Mark Johnson, nel percorso teorico e di ricerca che definiscono linguistica cognitiva, la metafora non è una semplice espressione verbale, detta figura retorica, ma una vera e propria strategia che utilizziamo per comprendere il mondo e che quindi guida in questo senso il nostro agire in esso; coniando l’espressione di metafora concettuale.

Nell’attività di coaching che ho svolto con persone in cassa integrazione (di cui al post precedente) un altro tema che spesso ritornava nei vissuti dei miei cochee era quello del tempo. Una delle lavoratrici lo espresse utilizzando questa immagine: “mi sento come una foglia in balia del vento”, esplorando insieme alla cochee questa sua Read more »

L’uovo alla coach

Dottore, è grave? Quante volte ci siamo affidati al giudizio di qualcun altro per capire la situazione in cui eravamo finiti: dal dottore, dal commercialista, persino dal personal trainer andiamo armati di domande il cui fine è: mi dica Lei che cosa fare.

Dal coach no. Il coach ti ascolta, ti sostiene, ti aiuta a riflettere. Il coach è disponibile, allegro o compunto (mai demoralizzato, altrimenti ciao). Il coach c’è. Ma non ti dà la ricetta di che cosa fare e come farlo. Certo, nessuno dei professionisti a cui noi ci rivolgiamo ci può costringere a seguire i consigli che danno: ma il coach proprio non ci pensa a darli. E’ questa la differenza: in una sessione di coaching siamo soli col coach – che ci sprona ad essere soli.

Eppure non siamo soli. C’è qualcuno che Read more »

Il cavaliere senza cavallo e la pecorella smarrita

Le esperienze di chi si ritrova in cassa integrazione

 

Nel biennio 2009-2011 ho svolto percorsi di coaching con persone in cassa integrazione, quelle che vi propongo sono alcune delle loro storie. Queste storie gravitano intorno ad una metafora, che si dimostra un potente strumento di comunicazione che dà accesso a livelli diversi di comprensione, ampliando le opportunità di elaborazione.
Essendo l’attività di coaching richiestami legata al particolare momento in cui si trovavano queste persone, chiedevo loro di descrivermi con una metafora come si sentivano in quella situazione. Il cavaliere senza cavallo è l’immagine propostami da uno dei coachee per descrivere quale fosse il suo vissuto, immagine in cui lui è il cavaliere e il cavallo rappresentava il lavoro. Questa immagine ci rimanda alla perdita di senso che per quest’uomo ha avuto tale esperienza, non solo cosa può fare un cavaliere senza il suo cavallo, ma cosa può essere? Read more »

Papà, sono diventata uno squalo

Lei era in crisi. Il suo faccino ancora giovane, benché fosse già da alcuni anni laureata, era rigato di lacrime. Un’ora dopo si sarebbe specchiata negli occhi algidi del suo capo, contemplando il fallimento. Il primo della sua corsa come coordinatore di trader. Si augurava non fosse l’ultimo. La incontrai in ascensore mentre andava da lui, a conoscere il verdetto. Mi disse “avrei bisogno di avere qui mio padre, con me”
Io ero lì per un buon motivo: ero il coach del capo.
Quelli come lui, risalgono la scala gerarchica spesso perché sono mostri della performance. Spesso quelli come lui, separano le emozioni dal pensiero perciò sono lucidi ed essenziali. Quando cominciano ad essere importanti, ciò che sono non basta. Se i numeri crescono gestiscono eserciti ed allora è importante un comando diverso.

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